SbraTaMoBBU

Pubblicato: maggio 13, 2012 in Uncategorized

Avviluppati al quotidiano,
nodosi,
rifiutiamo,
ci rivoltiamo,
non siamo cestini.
.?.

spazi da colmare! iato!
avanti!
penne
occhi
spezie
e quantaltrosianecessario,
per ritrovare le trame,
i tessuti
l’ossigeno

no.non siamo dei cestini.

VERA

Guardo le formiche camminare in processione a pochi passi di distanza dal mio piede scalzo e penso che mi piacerebbe diventare piccolo piccolo ed unirmi a loro, minuscolo puntino nero tra puntini neri. Penso che magari solleverei gli occhi per un istante ad osservare quell’immenso promontorio color carne alla mia sinistra, e penso che, se fossi una formica, forse mi piacerebbe essere così grande. Penso che, se fossi una formica, forse mi piacerebbe essere me.

NEMO
Cardio-colapasta (Firenze, 07/02/2011 h 15,49)

Ho lasciato
i miei sentimenti
nello spazio
perché non ho trovato
un posto più grande

Ho gettato
la tua foto
nelle fiamme
e ho lasciato che
si trasformasse in cenere

Ho perso
ora il senso
dell’amore
che era con me
quando eravamo un noi

Devo dimenticare
il tuo viso
così sia
vomiterò la mia anima
i miei occhi imploderanno

Un giorno
ti sarai chiesta
quanto amore
contando le fottute stelle
senza trovare alcuna risposta

Forse spesso
ti sarai interrogata
sul dolore
leggendo nel mio sguardo
ma sono troppo assente

Avrai sentito
come delle lame
nella pioggia
scalza sul tuo ego
equilibrandoti sui miei resti

Però ignori
che sei stata
una canzone
senza testo né musica
che ora posso cantare

EDUARDO
Matrioska

I.
I bond lo spread e le politiche dell’amicizia
sono ottimi argomenti per la doccia
persa fra morali indiane e profili casalinghi
frotte di neonati dalla carne già imballata per il paradiso,

hai trovato il tuo spazio vitale
senza invadere paesi stranieri.

II.
Fuori c’è un piccolo Stalin azero
testa bassa e profilo di gatto egiziano
e c’è un Tyson di borgata
dai narcotraffici al posto dei convenevoli,

le insegne luminose sono buccole
alla vanagloria di un Pigneto butterato.

III.
Più avanti Roma è un’accozzaglia di vittorie
a seppellirsi l’un con l’altra
sgomitando ognuna il proprio “Io! Io!” al primo banco della Sfinge,

come eiaculazioni precoci di entusiasmo
in fondo ad ansie da prestazione della Storia.

Prismi

Pubblicato: marzo 7, 2012 in Uncategorized

Prolegomeni di

fagocitazione

della surmodernità.

Istruzioni per l’uso,

perdersi, ammazzare, inghottire.

et voilà, il menù è servito.

 

 

INCOMPIUTA [CaRmEn vOiTa]

Sentirmi

la completezza di un gatto

che non chiede di essere ciò che mai è

la necessità viva

senza pretese

delle piante.

Il loro mite

stare, stare, stare

nelle crepe casuali degli arredi di mondo,

stanno, stanno, stanno.

Andare via solo per

casualità

nascere solo perchè si muore.

Vivere di sole e pioggia e neve

indifferente

e mente.

Esistendo tutto, prendere tutto.

Onorare il tempo ignorandolo.

Invecchiare con giustizia.

Passare

come ogni cosa

senza memoria.

In eterno

oblio

che fortuna

gatto e pianta.

 //

TAG: drunk, dust, stoned [EdO]

(Giorni fradici

dai piedi alati

e salive di filtro,

in sigarette smezzate

sul medesimo ovile).

Catene innevate di nubi

poggiate

sull’orlo di oceani in parentesi graffa

sotto la luce di riflettori UVB+UVA

impressionare la scena

{oggi arbitra il sole.

Chi vincerà?}

Sdrumo almeno 2 strategie psicologiche

poi me le rumino giù per la gola

lascio scivolare una scala di sax

lungo una Dreher che mi allatta al suo seno,

lei dice <<seguiti a brindare mancino

mi travia l’encefalo>>.

Grama.

(Corteccia cerebrale assorbe

emorragie di ricordo

spalmandole lungo il corpo

in tumulti oleosi

è riso pieno e contundente).

Or vieto recarsi ad Orvieto

dove la vita vale meno di un clacson,

acme al film muto quotidiano

retrattile al richiamo della civiltà.

Ospite in un epoca di valium e allergie

in sincrono di soffi al cuore

e cattopannolini assorbenti,

si sale dove si scende

oppure non se ne esce.

Se non canne come fari balenanti nel mare

di un segreto sulla bocca di ciascuno.

L’impegno, il gioco di squadra, il caffè;

la vita è una guerra civile

ragazzo.

//

Desiderio [NeMo]

 

Ti cerco in

ologrammi alcolici

voglio assaggiarti

voglio sentirti

Ti guardo in

immagini infrante

lontane dagli occhi

lontane da me

Ti ammiro in

scultorea leggiadria

dolci suoni amorfi

tra curve carnose

SAPORE

ARCANO

di un sogno d’amore

senza un futuro

senza alcuna

sostanza

Domani

sarai ancora

il mio disincantato

DESIDERIO

L’illusione

per cui valga

un sacrificio

L’ossessione

per una nuova

follia

AMARTI

È

condannarsi

//

[VeRa]

E allora sì, come pronuncia quel nome, all’improvviso mi ritorna tutto in mente. Quella casa strana che sembrava dover precipitare da un momento all’altro, tutta inclinata sul lato destro, col tetto che arrivava a sfiorare le cime dei castagni; il profumo della torta di mele che Ottavia, sua moglie, mi dava, ogni volta, per merenda insieme a un bicchiere di latte enorme; il miagolio insistente della torma di gatti che aveva eletto il giardino di quella strana casa come suo regno personale. E ricordo il viaggio con mio nonno per arrivare fin lassù, con una Lambretta così vecchia che ogni volta, avrei scommesso, ci avrebbe lasciato a piedi e che invece, caparbia come un mulo, ogni volta, non solo ci portava fin lì, ma ci riaccompagnava, poi, fino a casa, appena scendeva il tramonto.

ModouMorSambDiop

Pubblicato: dicembre 14, 2011 in Uncategorized

silenzi Urlanti

celano Un magma disperato

in loro

 in noi

in    

 

 

 

CORALLO     (carmen voita)

Asciuga anche le mie lacrime insieme al bucato appena steso

sole lento

sole tramonta

sole tramuta

il bagnato in asciutto

fai a me ciò che fai alla stoffa che mi copre

Fai a me

la magia

del vento che porta in cielo l’acqua.

Sole

ti biasimo

ti presumevo oltremondano e distante.

Ma nell’universo sei vicinissimo.

Umido

salato

mare

di spremuta pelle.

Atrofizzati eventi nel corpo

parole violacee di sangue.

Lividi

sospiri della carne.

Corallo spugnoso

insanguinato di vivide marmellate di organi.

Prezioso corallo corruttibile.

Buio

Corallo

Ticchettìo d’esistenza.

Pulsa. Sole.

Pulsa. Corallo.

Pulsa. Respiro.

Logora il corpo

di tempo.

Questa cosa impensabile e inerte che governa ogni

Dire

Fare

Baciare

Lettere – infinite

Testamento – futile.

Gioia

promontorio di paure in estasi.

Grida il tango del tramonto.

Scriverò moduli poetici per squallidi aspiranti poeti,

veterinari inesperti di animali che si sciolgono al sole

come meduse.

Sola

sola

sola

bella

mite

rabbiosa

di calma inespressa.

Mite.

Come un gene malato che scalpita.

Rompetemi le montagne in testa

e si spaccheranno entrambe.

Corallo.

Corallo buio tornerà a brillare

come quando era

seme.

 

 

No рутина      (Eduardo)

Esplode una piccola Apocalisse di Fukushima

giorno per giorno dai brandelli dei nostri quartieri

…cada dìa, cada dìa..

 

SENTITEVI BELLI

perché si trasuda una guerra

potenza cingolata dell’esistenza,

di rimorchio al bollettino dei caduti

oggi dì, ancora e come ieri

sotto il Maggio sordo dei lavoratori

…cada dìa, cada dìa..

 

non v’è deflagrazione atomica in grado di scalfire

né pisciatone spicciolo di un tariffario ENEL

le mura alla fortezza della vostra

libertà

come onda anomala di un senso che devasta

bestemmia oggi un traboccare quotidiano;

marea di un vile: catartico infinito

Tsunami che tempesta all’alba le città dei nostri

significati.

 

 

Notturno op. 00 (Firenze, 11/02/2011 h 2,23)     (Nemo)

 

Tardi

come l’altra sera

come ogni sera

i bellissimi su rete 4

la pagina facebook

piena di niente

un giornale anarchico

storia d’Italia

i sogni di Thelonious Monk

l’ansia da esami

le dita scorticate

Tardi

volevo una canzone

non una poesia

whisky e coca

la mia beretta puntata

sullo stronzetto di Cupido

si sa che con le buone

si ottiene tutto

appunti sul “doppio Stato”

e la cultura del non diritto

quale coincidenza

Tardi

ancora una volta

come ogni sera

non ho la forza

neanche per una sega

Duke Ellington dice

che qualcosa è datata

appena gli danno un nome

e pensare che

il mio neanche mi piace

che fregatura

A nessuno (Nemo) piace questo elemento

 

Traslochidea

Pubblicato: ottobre 14, 2011 in Uncategorized

Travolta anch’essa dalla crisi dei bond (james, bond) e stritolata nell’aumento dei tassi d’affitto (senza per altro disporre di ammortizzatori sociali), la Casa della Metamorfosi ha deciso di traslocare.

 

Dopo qualche mese di restrutturazione dei nostri spazi interiori, sentiamo la necessità che questo gruppo artistico superi la dimensione virtuale che fino a qui lo ha eccessivamente caratterizzato, per recuperare e sviluppare una nuova concretezza empatica che si esprima attraverso l’incontro e la condivisione in alchimie creative da far vivere sul territorio.

 

Come Martin Luther al suo monastero, anche al portone della Casa è rimasto ancora appeso il suo manifesto da non abiurare.

 

Chiamiamo a raccolta per un’adunata di eretici al sabba orgiastico della scomunica, da realizzarsi in carne ed ossa, nervi viscere e legamenti, possibilmente per la fine di questo mese in luogo ancora da definire ma senz’altro ameno.

 

 

Contact!

cadme.info@autistici.org

 

 

 

–        Casa della metamorfosi –

casametamorfosi.wordpress.com

irrequietezze caleidoscopiche

Pubblicato: maggio 31, 2011 in Uncategorized

Bim.Deng.Uh.Arrriciao a tutt*

Eccovi nuove strofe,

che sapranno saziare i vostri libidinosi appetiti letterari.

buona scorpacciata.

 

CRASH (Vera)

e quando si inceppano gli ingranaggi è un casino
il processore del linguaggio deLira e produce
suoni senza senso_senza densità_suoni senza suono
i dotti lacrimali si ostruiscono e piangono
polvere
stelle filanti di cenerefredda
le appendici usate come mani si bloccano e NON vanno
né su né giù
NON vanno PROPRIO
le emozioni si confondono e rimbombano in laghi ghiacciati
[GELO] le vene si paralizzano_cristalli evanescenti [/BLOCCO]
sulla testa cavi inutili duttili e fermi
arresto parasimpatico – labile fragilità densa
palude
scariche elettriche dai gomiti
CRASH
vuoto

 
//
 
A CHI NON LEGGE POESIE (Stefano)

Consapevole che la Vita
è un sistema d’interazioni complesse,
chi non legge poesie
diffida della parola
che risplende come un croco
nel mezzo di prati fittizi
e di evocazioni simboliche.

Sapendo che nel Mondo
solo la ragione empirica
è fonte di qualche certezza,
chi non legge poesie
rifiuta la mitologia dell’Anima
cui preferisce
un’epicrisi dell’Io.

Ma chi non legge poesie
non s’abbevera alla fonte
più splendente del cristallo,
perde il piacere d’un sorriso
bianco d’un candore di stoviglia
e di un mattino
illuminato d’immenso

 
//
 
Man(tr)a (Edo)
 
..Configurato il modem del respiro
avvia la connessione del tuo esserci…
 
..Navigando in ethernet il firmamento
linkami l’URL dei cieli boreali…
 
..Taggato il post dell’Orsa Maggiore
fai doppio click sul Grande Carr(ello)
 
                                                   ED AVRAI:
 
Free download in e-book
la Profezia integrale del Cosmo.
 
//
 
TEMPO DEL GIUDIZIO (Fra)
 
Anime Corrotte
come barche mai attraccate
nel porto della vita
 
Il nostro ideal
come carta pregiata di fine ottocento
non ancora dal tempo consumata
 
chiusa sta ancor dentro la cartoleria chiamata sistema o società
 
La società, dove attacchiamo barbaricamente i nostri fratelli
La società, le dipendenze ci han reso schiavi imbelli
La società, niente abbiamo ma tutto vogliamo
 
Il Sistema, la logica del fine, le relazioni svuotate
amicizie gonfiate di interesse,
 
Oggi è il tempo del giudizio
in altre epoche si dicea spezziam le catene
 
ritorniamo al porto tutti insieme
 
//
 

Tudo o mundo sabe os nossos nomes (Nicole)
 
Dalla finestra delle nostre temporalità disarticolate,
continuo trivio e crocicchio di precari archi di vita,
i nostri occhi,
squarci maculati
che discendono dallo stesso astro,
brindano ancora ai preliminari dell’Amore.
Sulla caliginosa soglia della convergenza,
le nostre gambe,
diret trici di orizzonti radiosi,
strisce di luce
che consacrano questo bacino di passione,
danzano la marcia del miele.
E nelle lenzuola rattoppate di chicchi di seme,
germogli di notti di solitudine,
le nostre braccia,
disordinati fuochi vestiti di eleganza sinuosa,
vergini molteplicità di pulsanti
ad alto contenuto impulsivo,
si slanciano nei fianchi della vita
e avvolgono il nastro della nostra eterna commistione.
 

//

Rufus (Firenze, 13/02/2011 h 2,26) (Nemo)

 

Ho una traccia

di rosso

 

che vaga

 

per la testa

 

 

 

Ho quegli occhi

 

da bambino

 

che sospirano

 

mentre ti scrutano

 

 

 

Ho un ricordo

 

una frase

 

giocosamente dolce

 

su un foglio

 

 

 

Ma ti pare

 

che io

 

possa pensarti

 

con questa pioggerella

 

 

 

Ho della cioccolata

 

in bocca

 

che cura

 

la mia malinconia

 

 

 

Ho del jazz

 

nelle orecchie

 

scivola liscio

 

come un whisky

 

 

 

Ma non ho

 

di te

 

nient’altro

 

che un anelito

 

 

 

Verrò a cercarti

 

anche stanotte

 

nell’id

 

da qualche parte

 

 

 

 

 

 

 

La CasaDellaMetamorfosi è lieta di invitarvi a questo incontro. In cui si parlerà di poesia, rivoluzione, lingua, parole, e chi più ne ha più ne porti. In un mondo senza comunicazione, ripartire dalla parola è necessario ed entusiasmante. Provare per credere.

L’incontro si terrà al Centro sociale “Il pozzo” in via Lombardia 1/p, zona le Piagge (Firenze).

Dalle 16.00 in poi..finché si tiene botta!

Ecco il programma sprogrammato:

– Dalle ore 16:00 mostra comparata contaminata Movimento per l’Emancipazione della Poesia vs. Collettivomensa. Banchino con rivista Cm, libri e altre varie e eventuali produzioni. Giochi di poesia per i bimbi della comunità con Alessandro Scarpellini.

– H. 18:00 tavola rotonda (o qualcosa del genere) sul tema  “non c’è rivoluzione senza poesia, non c’è poesia senza rivoluzione”. Ovvvero la riscoperta dell’espressione poetica in chiave post-moderrna nelle nuove generazioni, e i suoi (possibili) rapporti con i fenomeni attuali di insorgenza giovanile (es: rivolte in Nord Africa e nelle capitali europee). Con dibattito che riguarderà direttamente anche l’esperienza delle autoproduzioni e della letteratura/espressione artistica più in generale, così da coinvolgere a pieno tutte le realtà partecipanti.

– H. 20:00 bella cena sociale.

– Dopo cena verso le 21:30 “Papaveri rossi”, spettacolo di musica d’autore italiana e poesia con Alessandro Scarpellini e Giulio d’Agnello.

e chi non viene..non viene!

per gli altri, ci si vede lì!

per info: 055 37 37 37      

CasaDellaMetamorfosi

Come al solito,

in ritardo,

e pieni,

vi sbiascichiamo addosso le nostre  emozioni.

Berciateci pure addosso!

 FIAMME NELLA PIOGGIA (Fra)

Lineamenti soffici ha il viso della speranza

marcati e duri quelli della realtà.

Cumuli di macerie inneggiano santi oziosi

ricchi ceri di potere acclamati beati da strutture morali

le faremo sapere,le faremo sapere,le faremo sapere

intercedere o gioire

Fiamme nella pioggia coltelli arroventati

democratici paladini di guerra ribattezzata pace

uccidono figure da loro ideate

//

LA NOTTE IN CUI MI HAI CHIESTO DI UCCIDERTI (Vera)

la notte in cui mi hai chiesto di ucciderti

la notte in cui ho promesso di farlo

la notte in cui ci siamo mischiati e al mattino era impossibile distinguerci

la notte in cui i tuoi denti mi hanno assaggiato

la notte in cui ci siamo incollati in un metallico parcheggio

la notte in cui ho scoperto di amarti

la notte in cui abbattiamo distanze siderali a colpi di parole e pennarelli

la notte in cui i nostri figli prendono forma

la notte in cui le nostre risate intessono mondi

la notte in cui ho smesso di essere

la notte in cui un teschio mi ha morso

la notte in cui abbiamo fermato il tempo

la notte in cui ti sei rotto

la notte in cui iniziamo e finiamo senza sosta

la notte in cui ti ho guardato sognare

la notte in cui mi hai salvato dall’incubo

la notte in cui abbiamo inventato amminoacidi inesistenti

la notte in cui ci siamo sfiorati per ore

la notte in cui abbiamo guardato le stelle

la notte in cui il giorno ci ha scoperto abbracciati

la notte in cui mi avvolgo in te

la notte in cui scali le finestre

la notte in cui il mondo continua ma a noi non importa.

//

Fiore di dicembre (Firenze, 14/11/2007) (Nemo)

Sono il

fiore di dicembre

rosso rigurgito avariato

di due decenni fa

Rosso sanguigno

di sangue

che mi ammantò

quando lasciai l’utero materno

urlando il dolore liminale

mi presentai sul palco

Monsieurs et dames, l’ouverture!

Io sono il fiore di

dicembre

schiudo i petali vergini

preziosi come il sesso

curatemi e custoditemi

con gelosia

tra due palmi di seta

affinché il gelo non mi

uccida

ora…

Avvolgetemi nei venti

delle tormente

e stringetemi al cuore

di una santa peccatrice

perché è l’unica cosa più

calda che

esista

per me

Ammirate lo spettacolo

di

una vita

flebile ed esile

ora…

Sono il fiore di dicembre

conservatemi e custoditemi

Ricordatemi quanta rabbia ci vuole

per braccare un sogno

ricordatemi che si può cambiare

ma mai fottersi per restare

sé stessi

Giacché non ci sono sogni per

sensazioni moderate ma solo

fini

giacché non esiste un ego per

anime stuprate ma solo

maschere

conservatemi e custoditemi

così

ora…

Ascoltate questi assoli

armonie disincantate e

distorte

fatele vostre

è il mio dono per voi

Ascoltate le grida dell’ouverture

J’AI LE SANG!

è il mio dono per voi

altro non possiedo

ORA…

Noi

Noi siamo gli In Flames

Noi siamo

Noi siamo la colonna sonora

di tale scempio poetico

Noi siamo gli

Noi siamo gli assoli e le grida

e tutta la musica

di tale scempio poetico

Noi siamo gli In Flames

Noi siamo gli In Flames

ora…

fate che non conosca autunni

e primavere

ma solo un eterno ritorno

all’istante in cui

SBOCCIAI

Sotto il vostro sguardo

dai ghiacci dicembrini

sorse la nuova vitalità

ma non fui io

dai venti gelidi

fu avvolta una nuova bellezza

ma non fui io

IO

NON

SONO

CHE

UN FIORE DI DICEMBRE

Schiudo i petali vergini

preziosi come il sesso

udite la mia nenia

in death metal melodico

e stringetemi al cuore

di una santa peccatrice

poiché è la cosa più

calda

che esista

ora…

/

FATTI DI FUMO (Nicole)

C’è una rafferma opposizione tra noi,
reperibile in questa colluttazione,
a scopo di lucro,
intorpidito arresto di tregua,
trappola per anime in pena.
I tuoi arti graffiano
i miei imbrattati artigli di parole,
scaglie di silenzio
in spazi di disonesta imperturbabilità.
La retroattività è
infrangibile infusione dell’inesorabile.
Lei è falsa esalazione di lei.
Io sono l’orbita di te.
Con una stecca da biliardo nel cuore,
un bicchiere di whisky tra le gambe,
simulerò un incensurato perdono
per questo scempio d’amore,
per questo strutto di sesso invocato,
per questo liminale
sogno nello stivale
di essere completamente
tua ristampa.

/

Alienazione del post-moderno (s’intende Cover) (Edo)

                                                                                                                                              /

<<Hey man, a very special offer!>>

<<Hola hombre, una oferta muy especial!>>

<<Bonjour monsieur, une offre très spéciale!>>

                   /

/

La chiameranno con nome proprio

la lama latente ai sorrisi

dei loro vuoti a rendere;

all’alba dei giorni che costringono al pensiero {il pensiero},

autenticandoti un assunto di idiozia:

/

     Da consumarsi
    preferibilmente
         entro

/

EMPOWERING IMMAGINATION AT WORK

/

è come dir <<non se ne esce dalla Macchina!>>

             /

/

In ogni antibiotico soggetto

ormai archeologicamente cinematografico

d’Occidente,

arde soltanto e veramente

colui che discerne più forma che sostanza;

però il senso dello spirito poetico ti dico

si rivela meglio sopra ad una data di scadenza:

/

/

 [Inconfondibile, intra –

montabile: quando è l’ora della

   prima colazione, il frollino alla

      panna è immancabile sulla

                  tavola delle famiglie

                               italiane.]

                       /

– Che se le scimmie

danzano, noi siamo

tutti

uomini morti. –